«Tutto ciò che l’uomo infligge agli animali ricade di nuovo su di lui» Pitagora (VI sec. a.C.), filosofo e matematico greco.
È raccapricciante scoprire come ciò che era chiaro già più di duemila anni fa, sia oggi lontano dalle coscienze ed in definitiva è ciò che è accaduto a Modica, dove un branco di cani randagi, impauriti, disperati, stremati dalla fame, ha risposto al richiamo dell’istinto più primordiale: la lotta per la sopravvivenza. Rispetto il dolore di chi ha perso un caro o di chi lotta per la propria vita, ma mi chiedo: è ciò che succederà nei nostri comuni? È ciò a cui andrà incontro chi ha avvelenato ben cinque cani tra Cinisi e Terrasini?...Se c’è una giustizia…! Al di là di queste considerazioni di carattere squisitamente personale, una cosa è certa: dalle nostre parti (intendo i comuni di Cinisi e Terrasini) la risoluzione del triste problema del randagismo è lontana anni luce. Sì, perché i comuni sono, ad oggi, inadempienti, non esiste una sensibilità pubblica che si attivi in merito, perché sui cani non si può speculare (a meno di trasformare i canili in lager) e soprattutto perché, come dice qualcuno, i cani non votano!! I fatti: venerdì scorso sono stati trovati 5 cani avvelenati mediante cibo contaminato; uno nei pressi del benzinaio sul corso di Cinisi, uno in spiaggia e gli altri 3 nella zona stadio-abbeveratoio. Tra questi purtroppo ha trovato la morte una meticcia di pastore tedesco, nota a molti come “Pinocchia”, ad altri come “Ciccia”, riconoscibile per la cicatrice sul fianco. Cane docile, schivo, di rara dolcezza e, peraltro sterilizzata, stava spesso al semaforo di Cinisi, accudita da una signora del luogo. Quale mente disturbata ha potuto farle questo? Quanto scarto c’è tra la crudeltà inferta ad un animale e quella inferta ad un essere umano? Desidero ricordare che secondo la legge italiana uccidere un animale è un reato perseguibile con il carcere e che la stessa legge prevede che la lotta al randagismo si attui mediante sterilizzazioni, microchip, iscrizioni all’anagrafe canina, istituzioni di canili-rifugio a carico dei singoli comuni o di consorzi. Per portare avanti questo programma sociale, il sottosegretario Martini ha dichiarato proprio in questi giorni che sono stati stanziati per il Sud circa 3 milioni di euro. Dove sono finiti questi soldi? Attenzione: non è certo una bella passerella per le amministrazioni in carica o per quelle che sperano di essere riconfermate! Ma d’altro canto, ogni gesto è frutto di un contesto socio-culturale e la nostra è la società dell’intolleranza, del disprezzo, della paura nei confronti di ciò che è «diverso», di ciò che non ci piace, di ciò che offende il nostro senso del decoro: randagi, extracomunitari, barboni, omosessuali…per chi sono le prossime polpette?
Rosalba Anicito 20.03.2009
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