Carissimi amici della redazione, nel proporvi quanto pubblicato nei giorni scorsi dal Giornale di Sicilia, con un puntuale articolo di Riccardo Salvia (risa, per i più intimi) sull'ormai omerica questione del depuratore, non potevamo risparmiarvi, quale titolo del nostro articolo, una storica citazione tratta dal mitico film ATTILA IL FLAGGGELLO DI DIO (si legge proprio così, con tre G).
Già perchè si tratta proprio della decisione del Genio Civile, in sede di conferenza dei servizi, di sospendere il progetto del depuratore a Cala Rossa, in virtù di alcune perplessità dovute alla zona fortemente inurbata in cui vogliono allocare questa simpatica struttura.
Buona lettura!
Bloccato il progetto dell’impianto. In bilico un finanziamento di 11 milioni di euro. Crosta: «Tra le soluzioni alternative, l’ipotesi di una struttura consortile con Cinisi»
TERRASINI, STOP AL DEPURATORE A CALA ROSSA. IL GENIO CIVILE: «È TROPPO VICINO ALLE CASE»
TERRASINI. (risa) «Il depuratore è troppo vicino alle abitazioni»: stop alla realizzazione dell’impianto da 11 milioni di euro. Il genio civile ha bloccato il progetto per la realizzazione della struttura che dovrebbe sorgere a pochi metri dalla scogliera di Cala Rossa. Il motivo della pausa di arresto è legato alla «fascia di rispetto», cioè alla distanza di 100 metri, prevista per legge, dalle abitazioni più vicine. Nel caso dell’impianto di Terrasini pare che alcuni immobili ricadano, invece, proprio all’ interno di questo perimetro. La «sospensione», come la definiscono i vertici del genio civile, è stata decisa nel corso della conferenza dei servizi durante la quale si dovevano valutare l’esistenza di tutti i pareri per il via libera all’opera. La riunione è avvenuta lo scorso 18 ottobre, ma la notizia, anticipata da alcune indiscrezioni, era stata tenuta riservata. Fra i motivi per cui il progetto non è passato, però, c’è dell’altro. La capitaneria di porto, infatti, avrebbe chiesto garanzie sulle modalità dello scavo sottomarino in un’opera che prevede uno sbancamento di circa 13 metri di profondità.
L’obiezione decisiva, però, è quella della «fascia di rispetto». A sollevarla venti giorni fa sono stati i tecnici dell’ assessorato regionale al Territorio che hanno riproposto la questione mettendo l’approvazione in panchina. In effetti non si può parlare di una bocciatura definitiva, ma della richiesta di una serie di prescrizioni al quale il Comune dovrà fare fronte se vuole ottenere il semaforo verde. Ma intanto, la questione si è trasformata in un vero boomerang per l’iter di approvazione. Infatti ad ottobre dell’anno scorso in consiglio com unale era arrivata la richiesta di ridurre il vincolo a 25 metri.
Ma la proposta dell’amministrazione comunale non era passata perché due consiglieri di maggioranza, Giuseppe Caponetti e Antonio Gallina, Fi, erano rimasti al loro posto mentre il resto del centrodestra era uscito dall’aula cercando di fare mancare il numero legale. Ora la decisione del Genio inevitabilmente riaprirà il dibattito sulla scelta del sito. E ieri il commissario per l’emergenza idrica Felice Crosta, che al vertice al Genio non aveva partecipato, ha parlato chiaramente del tentativo di cercare «soluzioni alternative». «Si sta lavorando anche per capire se si può trovare un sito meno ambientalmente protetto», ha detto Crosta. E fra le ipotesi spunta quello del depuratore con Cinisi. «Il problema è che Cinisi non è d’accordo - aggiunge il commissario – convocherò i sindaci per capire a quali soluzioni possiamo arrivare e se possiamo troviamo una soluzione fra i due comuni».
Per tutta la giornata di ieri, invece, non è stato possibile ottenere un commento dal sindaco Antonio Randazzo.
Riccardo Salvia
IL SERVIZIO SI CONCLUDE CON ALCUNE DICHIARAZIONI. ECCOLE:
TERRASINI. (risa) Nel mondo politico la notizia del momentaneo «no» al depuratore giunge come un terremoto. «Questa conferma ci conforta - dice Andrea Bartolotta, portavoce del “Forum ambiente Cala Rossa”, che aveva anticipato la notizia - e può servire a dare uno scossone anche all’opinione pubblica che non vuole sentirsi coinvolta». «A questo progetto ci opporremo anche con un referendum» aggiunge. «In consiglio avevamo visto bene - afferma Ambrogio Orlando, capogruppo consiliare Ds - che punta il dito sui possibili danni all’ambiente derivanti dall’impianto sulla costa e suggerisce l’ipotesi del consorzio con Cinisi». Soddisfazione anche dal consigliere comunale Giuseppe Cammilleri, capogruppo della Margherita: «Avevamo previsto la bocciatura - a fferma - difficilmente si potrà costruire in quel posto». «Anche per via degli alti costi di gestione la soluzione rimane il consorzio con Cinisi» afferma. Reazioni arrivano anche dal centrodestra: «Se non ci sono i requisiti di legge per l’approvazione - dichiara Gino Maniaci, capogruppo Udc al Consiglio - è un bene che il progetto non sia passato».
RI.SA