Prorio l' altro giornooo....stavo salendo il corso, ignaro degli accadimenti che in questi giorni hanno svegliato gli animi di Cinisi e dei cinisari, quando giunto all'altezza della piazza mi accorgo che quest' ultima si presentava stracolma di gente, una folla da festa di paese, una moltitudine incredibile solo che l'atmosfera non era proprio quella di una festa, anzi la gente mi sembrava proprio inkazzata...non so kon ki ce l'avessero ma davano veramente l'aria di non essere kontenti.
Un casino di gente che ha preso possesso della piazza..ke bello mi diko..kissà quale sarà quella forza trainante ke ha spinto tanta gente ad uscire dalle case per essere insieme, tutti presenti a condividere questo momento, kissà qual è quel sentore komune ke coinvolge così tanta gente, kissà qual è quello stimolo foriero d' una forza talmente vivida e fresca da aver risvegliato un intero paese.
Bah...continuo a non kapire...e kosì le ipotesi più anarco/utopistiche affiorano nella mia mente malata...prima ipotesi: ke i cinisari si siano rotti le palle dell'inflazione causata dall'euro..dal costo della vita in continuo aumento e ke abbiano deciso, con un repentino colpo di mano, di ricorrere ai vekki espropri popolari...la robinhoodiana maniera di ridare ai poveri ciò ke non possono più permettersi..perkè il sistema capitalistico ha trasformato questa vita in una sorta di gioco ad eliminazione in cui se hai i soldi per arrivare alla fine del mese, e ne servono tanti, campi altrimenti in bokka al lupo ...si dev'essere questo un bell' esproprio popolare a danno di tutti i supermercati del paese..certo non sarebbe una bella kosa..perkè komunque una forma di violenza..però sai ke bello realizzare ke i tuoi kompaesani si sono tutti messi d' accordo, hanno condiviso ideali, motivi di lotta, hanno rischiato insieme, o meglio hanno preso coscienza di essere uguali e ke bisogna combattere e restare uniti..finalmente..dopo anni di stare chiusi e rintanati nel loro guscio i cinisari hanno preso coscienza che stando uniti si possono kambiare le kose, allora anche a cinisi conosciamo il significato di parole come solidarietà o koscienza di classe; però in tutto questo mio favoleggiare sulle ipotesi di quella calca immensa che riempiva la piazza...mi accorgo ke la gente non ha pacchi di pasta in mano , non si lanciano scatole di cartone piene di alimenti...ma... allora non dev' essere un' esproprio proletario di un supermarket...e allora kosa mai può essere questo vento di lotta ke ha fatto salire il sangue e la rabbia alla testa a quasi tutto il paese...continuo a pensare impossibili ipotesi..ci sarà un comizio del quale non sapevo..qualcuno d' importante...noo..forse ho kapito...avranno di sikuro licenziato ingiustamente
un povero lavoratore...magari ingiustamente..e magari ha una famiglia da kampare..e sicuramente i suoi kompagni lavoratori sono scesi in piazza per difenderlo..disposti a lottare per lui..solidali alla sua battaglia...si sono fiero del mio paese..oggi le strade di Cinisi trasudano coscienza di classe...solidarietà operaia.. potere operaio…i kompagni sono scesi per difendere un povero cristo ke non è stato assunto o ke ha perso il lavoro..ingiustamente...poi inizio a levare il prosciutto dagli okki e a razionalizzare..a riflettere + lucidamente..a fare mente locale: dunque, kompagni ke scendono in piazza per difendere i diritti di un lavoratore... gente disposta ad inkatenarsi ai kancelli del municipio pur di difendere i propri diritti...solidarietà...koscienza di klasse....coscienza operaia...certo, sono cose ke esistono a New York, a Parigi, a Boston, a Bolzano, a Londra, a Ottawa...ma no a Cinisi!
Ecco anke questa ipotesi è troppo irrealistica...ma allora cos’è tutto sto' casino?
Così oggi, mi trovavo nella sala d'attesa del mio medico curante, che secondo me, in qualsiasi paese, quello è il posto in cui le informazioni passano più facilmente, in cui la gente pur d' ingannare il tempo e di alleggerire l'estenuante attesa aspettando ke venga il proprio turno si lascia andare a rivelazioni, confessioni, si raccontano fujtine, scappatelle, si parla del tempo, del più, del meno, di tutto e di niente...ma si parla e tanto; quindi sapevo che in quella sede i dubbi e gli interrogativi che rimuginavano nella mia testa dal giorno precedente, riguardo la folla inviperita contro non so chi o cosa, avrebbero sicuramente avuto una risposta grazie alla saggezza ed all' infinita sapienza paesana. E così chiedo informazioni sul motivo che ha messo in subbuglio il paese e mi s'inizia a raccontare la storia di Padre Nino, a parlare è un' anziana signora che mi espone i fatti con grande trasporto e quasi commozione ma tutte le altre persone presentinon possono fare a meno di aggiungere i loro commenti, di annuire, di elogiare quanto Padre Nino ha fatto e di kome un crudele vescovo voglia privare il nostro paesello di questa figura carismatica ed anima spirituale di Cinisi.
Ora prima di fare una considerazione voglio premettere una kosa.
Non frequento da tanto, tantissimo tempo la chiesa..una mia fede ed un mio Dio ce li ho, ma stanno dentro al mio cuore, ben custoditi, intoccabili... anzi intangibili ( come ha detto il neo-Papa Reiziger, parlando della vita, e incentivando da buon pastore tutte quante le pecorelle cristiane ad astenersi dal voto di Domenica e secondo meprendendosi una immensa "cantuniera di petto" per una marea di motivi ke non sto qui a rikordare ma ke ki, kome me, voterà si al referendum penso konosca alla perfezione); comunque, vado al succo, volevo solo dire ke anke se kon la kiesa non ho proprio dei buoni rapporti, anzi ne faccio volentieri a meno, non per questo ho qualcosa contro tutti quei fedeli ke si sono mobilitati per dare un segnale forte, per gridare forte e chiaro che questo parroco deve restare a Cinisi perchè non è uno dei tanti, ma ha saputo coinvolgere i giovani, è una figura carismatica, è un uomo in gamba che ha iniziato un cammino, un percorso qui a Cinisi e non si capisce per quale motivo non possa continuarlo ma debba finirlo.
Su questo ci siamo, non ho nulla contro, anzi vi confesso ke vedendo tutta quella gente ke gridava e si batteva per un obiettivo comune, ho apprezzato la loro fede ke li ha spinti a mobilitarsi massicciamente, a scrivere slogan pro-Padre Nino, a rilasciare interviste alle televisioni locali difendendo con grande foga e partecipazione le proprie ragioni.
Ecco la premessa era questa, il voler puntualizzare ke io non ho nulla kontro tutta questa partecipazione motivata dalla fede e questa trainante volontà della gente ke sta facendo di tutto per trattenere il parroco in paese.
Però voglio solo fare un’amara considerazione se mi è concesso e stigmatizzare alcuni punti di riflessione legati a questa vicenda su cui magari qualcuno si è soffermato ...ma molti altri no.
Perkè secondo voi, in questa occasione la gente è scesa in piazza, ha avuto la forza ed il coraggio di rilasciare interviste in tv, di organizzare cortei, convocare il vescovo ed addittura manifestare un atteggiamento ai limiti dell' aggressivo nei suoi confronti, talmente tanta è la rabbia per lo smacco subito, per questo venir privati del buon pastore ke finalmente stava konducendo le pecorelle nella giusta direzione? Il tutto è successo naturalmente, genuinamente, una mobilitazione quasi spontanea ke ha visto partecipare buona parte del paese...
Ecco mi kiedo e vi kiedo perkè quando un povero stagionale con 2 o 3 figli a carico, costretto a vivere una situazione d’assoluta precarietà, si trova senza lavoro (perkè il suo datore di lavoro ha deciso di non kiamarlo per questa stagione) e cerca l’aiuto dei compagli , dei lavoratori solidali, del paese...perkè in quell' okkasione il povero lavoratore si ritrova inkatenato da solo davanti ai kancelli dell' azienda con altri 4 disperati come lui...e si ritrovano lì a denunciare il lavoro precario, i diritti calpestati, i giochetti dei padroni, la mancanza più totale di garanzie, i contratti trabocchetto.....da soli….perkè quell' operaio si trova da solo ..perkè non c'è la gente con i cartelloni, con gli slogan, ke grida ASSUMETELO, ke s' inkatena kon lui.
Perkè alle manifestazioni antimafia Cinisi viene anno dopo anno invasa da una folla colorata e festante di giovani provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa, che per alkuni e forse la maggior parte del paese saranno solo quattro lordi punk a bestia ke vengono a pisciare e vomitare nelle strade del nostro paese, ma per me è gente con le palle e ke ha uno spessore kulturale ke non vi immaginate e ke non lo potrete mai sapere perkè ki ha questi pregiudizi non si azzarda nemmeno a scambiare du e parole con questi selvaggi, a konfrontarsi kon questi loschi (anzi lordi come sono stato definiti da + voci) tipi; dicevo perkè la gente non partecipa, se ne strafotte, la gente e soprattutto i giovani quei giovani ke Padre Nino ha saputo coinvolgere e gli va dato merito di ciò almeno ho kapito kosa interessa veramente ai giovani del mio little town!
Never give up.
Gaspare Impastato.
P.s.
Karl Marx dixit:
Il fondamento della critica alla religione: è l’uomo che fa la religione, e non è la religione che fa l’uomo. Infatti, la religione è la coscienza di sè e il sentimento di sè dell’uomo che non ha ancora conquistato o ha già di nuovo perduto se stesso. Ma l’uomo non è un'entità astratta posta fuori del mondo. L’uomo è il mondo dell’uomo, lo Stato, la società. Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La religione è la teoria generale di questo mondo, il suo compendio enciclopedico, la sua logica in forma popolare, il suo punto d’onore spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne completamento, il suo universale fondamento di consolazione e di giustificazione. Essa è la realizzazione fantastica dell’essenza umana, poiché l’essenza umana non possiede una realtà vera. La lotta contro la religione è dunque, mediatamente, la lotta contro quel mondo, del quale la religione è l’aroma spirituale.
La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.