Giornale Multimediale di Controinformazione di Terrasini e Cinisi - Fondato nel 2002 dagli ultimi cittadini liberi di Terrasini
L'equivoco del silenzio
il leviatano
Carissimi amici della Redazione, sono da poco passate le 22:30 di giovedì 30/06/2005, quest'ultimo consiglio comunale si è appena concluso e anziché andarmi a bere la mia meritata birra ho deciso di tapparmi il naso, stringere le chiappe e ripropormi e riproporvi quanto accaduto in questa afosa giornata di fine giugno. Alle 20:55 con soli CINQUANTACINQUE minuti di ritardo il buon Clemente decide che è ora di richiamare in aula i membri (ragazzi fa troppo caldo per essere volgari!) del consiglio, alla seduta non parteciperanno soltanto Ambrogino Orlando, il duro capogruppo dei D.S., la Cracchiolo dispersa in una delle sue tournee, l'uomo (mi scuso con tutto il genere per l'accostamento) fashion Salvo Marino e il baffuto consigliere Randazzo.

Del sindaco nemmeno l'ombra cosi come di un paio di membri (E ALLORA!!) della giunta, al tavolo siede l'ing. Palazzolo (quello per il quale Nino Maniaci, ex Nino Chiacchierone, chiese con forza le dimissioni.. quando stava all'opposizione) e il triste e melangolico Norino Ventimiglia.

Il primo punto riguarda una lottizzazione in contrada agli Androni, esordisce l'assessore al ramo (quel ramo del lago di Como..), Norino Ventimiglia: “più che relazionare i prossimi due punti ve li presenterò e poi l'ing Palazzolo, che ringrazio per l'impegno costante nonostante le carenze degli uffici, entrerà nel dettaglio dell'argomento, sono due atti che passano in consiglio per la loro approvazione, credo che questo consiglio sia in grado di deliberare”.

Apre le danze Angela Pivetti in Viviano capogruppo della Margherita o almeno di qualche pizzuddicchio: “una lottizzazione è un atto importante, vorremmo poter deliberare con tutte le carte necessarie, questi atti sono insufficienti, manca il numero di edifici, le loro altezze, i vincoli ai quali sono sottoposti e tutti i pareri citati in delibera che non ci ritroviamo, ho solo 4 fogli che sono la delibera senza gli atti accessori, questa lottizzazione deve rispettare i vincoli e tutto questo non emerge dalle poche carte che abbiamo, il parere igienico sanitario è stato rilasciato a condizione che l'amministrazione poi rilasci l'autorizzazione allo scarico, siamo vicini ad una strada di previsione di piano, non parliamo di bruscolini, va bene lo sviluppo ma secondo le regole!”.

Il buon Clemente indispettito dalla frecciata lanciatagli dalla Pivetti spiega che le carte sono a disposizione del consiglio da giorno 27, bastava chiederle..

All'improvviso, come un fulmine a ciel sereno, una delle persona più incomprensibili di Terrasini, nel più indecifrabile rugnettese fino ad oggi mai ascoltato, si alza e fa: “dsiojweoirpdfhnksap” che tradotto significa: “sull'autorizzazione allo scarico volevo sapere se a Calarossa esiste una rete fognaria comunale, non credo che sia così perchè ritengo che quel tratto sia gestito da privati!”.

Intanto il vicesindaco chiude la porta dell'aula Falcone e Borsellino, il segretario sgrana gli occhi, quasi gli cade il sigaro dalle labbra e fa: “Nino, rapi dd'a puorta! Rischiamo di essere denunciati per sequestro di persona, quella porta deve sempre restare aperta!”.

Il vicesindaco stizzito per essere stato ripreso in un gesto a suo parere così naturale e privo di qualsiasi malignità, (infatti c'erano le POMPE di calore accese e la frescura rischiava di perdersi) che risponde: “e che sarà mai! ho chiuso perchè entra una lingua di caldo!”.

L'ing. Palazzolo esordisce dicendo che ha bisogno delle carte, quel mascalzoncello del piccolo Ginetto nasconde sotto il tavolo il suo mazzo fortunato, non quelle conosciute e fatte dalla “dal negro” ma un mazzo speciale, fatte “dal nano” che hanno al posto dell'asso di mazze la faccia di Berlusconi e il due di denari, ma solo quando la briscola è a mazze, con le due facce di Cuffaro.. (io dico le due facce politiche, qualche maligno parla della faccia davanti e quella di dietro)

Palazzolo inizia la sua arringa: “il collettore fognario a Calarossa è stato realizzato da privati su area pubblica, stiamo parlando di una lottizzazione di completamento di circa seimila metri quadrati e saranno 3 villette quadrifamiliari, il collettore esistente è sufficiente per il carico stimato di liquami, nel piano triennale delle opere pubbliche abbiamo fatto inserire il potenziamento di questo tratto di fogna, per quanto riguarda i pareri sono tutti favorevoli, anche per la distanza dalla strada credo sia stata rispettata, con PRG le prescrizioni all'interno delle lottizzazioni non operano, la zona, per intenderci, è quella all'ingresso del Prato degli Ulivi”.

Mommo Rugnetta perde l'occasione per restarsene quieto e chiede se esiste l'autorizzazione allo scarico, il buon Clemente lo zittisce spiegandogli che Palazzolo ha già risposto alla sua domanda.

Prende adesso la parola Totò Pizzo: “ci sono delle perplessità e delle contraddizioni, la penultima lottizzazione è stata progettata con fosse IMHOFF e siamo nella stessa zona!, ci siamo chiesti perchè e la vostra risposta è stata laconica e vaga come al solito e ci avete parlato di fognatura privata, qui il discorso diventa diverso, la fognatura adesso diventa pubblica e quindi una lottizzazione può allacciarsi a quel tratto! Vi state forse prendendo la responsabilità di far scaricare in una fognatura privata? Non credo che questa sera possiamo approvare questi punti!”.

Prova a far chiarezza Palazzolo: “il parere dell'AUSL è vincolato all'autorizzazione allo scarico e questa la si può rilasciare solo per una fogna pubblica, il tratto privato non si intende come fognatura privata ma come un semplice collettore che arriva alla fogna pubblica e quindi il parere si ottiene! La vecchia lottizzazione alla quale fa riferimento Pizzo è decisamente più grossa di questa, i proprietari non hanno avuto l'autorizzazione ad usare il collettore perchè, a detta del consorzio gestore, (bella questa, adesso devono essere dei privati a decidere se e chi scarica la cacca attraverso quella fogna.. ci sarebbe da scaricare tutto davanti a casa loro!!) quel collettore non avrebbe sopportato tutta quella mole di liquami, così si è dovuto ricorrere alle fosse IMHOFF!”.

Totò Pizzo non è convinto e rincara la dose: “MA DOVE STA' LA SENSIBILITA' DELL'AMMINISTRAZIONE?? prima di rilasciare autorizzazioni bisogna dare indirizzi politici chiari! Qui sembra che questa cosa non passi per il comune! E la strada di piano? C'è il rischio di vederla ristretta?”

Replica leggerissimamente infastidito Palazzolo: “la strada è tangente alla lottizzazione (in senso geometrico e non malevolo..), ma è difficile spiegarci e capirci se non avete preso visione dei grafici”.

Infatti l'ing Palazzolo ha davanti delle carte anche se probabilmente quella che aveva davanti era la cartina di Paperopoli e non Terrasini.

Dopo una lunga ed inquietante assenza torna in aula a dare il suo indispensabile contributo il ramPOLLO di casa Gallina sempre vicino, a scanso di equivoci, al partito azienda del micropresidente Berlusconi, ma non alle sue direttive, lui è uno spirito libero (eheheh): “mi trovo in una posizione poco felice (e pensa noi a vederti e ad ascoltarti!), ci sono due omissioni del presidente, la prima riguarda il metodo che ha scelto, i consiglieri avranno gli atti completi solo se sono capigruppo, non è una scelta felice o democratica soprattutto pensando che i capigruppo sono otto e basterebbe fare qualche fotocopia in più, così non abbiamo le condizioni per lavorare (se si ha voglia di farlo si trovano!), l'ingegnere deve darci i dettagli di cosa ci presenta non spiegarci il concetto per intero, non siamo al mercato (sicuro sicuro?) e dovete convincerci a comprare una cassa di mele o di pere (o di qualsiasi altra cosa che possa essere venduta o acquistata..), non credo che la scelta del presidente sia opportuna; la seconda cosa riguarda proprio questi due punti che dovevano passare prima in commissione edilizia che poco importa sia costituita o costituenda (o “inutile” vogliamo aggiungerlo?), in ogni caso la commissione è stata scavalcata, questo sottolinea la sua seconda omissione! La mia posizione non è facile (già..) sono sempre in F.I. (sempre abbreviato perchè potrebbe causare vomito e alopecia genitale, solo per gli iscritti al partito l'alopecia si sviluppa sul cranio e scienziati stanno cercando di capire se è un semplice caso) ma non posso votare ne questo ne il prossimo punto, spero che il presidente riveda la sua posizione!”

Siamo tutti uniti e vicini al pennuto, gridiamo con forza assieme a lui: DATEGLI QUELLO CHE VUOLE..METTETELO IN CONDIZIONE DI VOTARE LE VOSTRE PROPOSTE... DATEGLI.. GLI ATTI!

Il buon Clemente, tirato in causa del consigliere piumato, con voce sicura e perentoria lo ammonisce: “il sottoscritto ha convocato lei Gallina e gli altri consiglieri per eleggere il presidente di quella commissione, NON MI INTERROMPA CONSIGLIERE, le sa benissimo che cosa c'era! - Gallina con voce incerta e sottomessa: “era il piano sosta! Lei non mi stà rispondendo” - NON AVETE AVUTO LA CAPACITA' POLITICA DI ELEGGERE IL PRESIDENTE DI QUELLA COMMISSIONE – con tono più duro come un battagliero galletto Vallespluga fa Gallina: “LEI HA DUE GRAVI OMISSIONI!” - alle 19 dello stesso giorno ci fu una riunione dei capigruppo, non avete eletto il presidente della commissione PER COLPA VOSTRA, SE VOLETE LE COPIE DEI DOCUMENTI SAPETE DOVE E A CHI CHIEDERLE! LEI FORSE NON VOTERA' QUESTI PUNTI PER ALTRI MOTIVI!”.

Come se avesse vinto un terno al lotto il pennuto chiede al segretario di verbalizzare quest'ultimo passaggio dell'intervento del presidente, il sempreplacido Sanfilippo risponde: “allura Nino chi miettu? Non voti o ti astieni?”, traballante risponde il pennuto: “per ora no..”, replica Sanfilippo: “allura un ci miettu nenti!, talè ci scrivo che il consigliere non è nelle condizioni di assentire!”.

Dichiarazione di voto della Pivetti: “la documentazione depositata è insufficiente e non possiamo verificare molti dati necessari, noi ci asteniamo e speriamo in futuro di avere gli atti!”.

Quando sembrava che questa stucchevole discussione stesse per volgere al termine interviene Fabio Viviano che chiede lumi in merito al documento mancante dal quale dipenderebbe questa autorizzazione, Palazzolo spiega che non è il comune ma il consorzio gestore del tratto fognario a dare la disponibilità ad accettare l'allaccio e poi, una volta ottenuta questa disponibilità, il comune concede l'autorizzazione allo scarico.

Incattivito dal protrarsi di una discussione che poteva concludersi in pochissimi minuti prende la parola o' professore Cammilleri: “come avrete notato non volevo partecipare a questa discussione, a mio parere questi due punti dovevano procedere veloci. È sotto gli occhi di tutti che il PRG ha ingessato lo sviluppo del paese, c'è chi dice che è colpa del PRG, chi dice che è colpa della sua mancata attuazione ma la sostanza non cambia, il paese è fermo! L'edilizia è ferma! Ci sono zone identificate nel PRG per la massiccia edificazione, queste sono il centro urbano, per il 50% sotto il vincolo di centro storico e senza piano particolareggiato e le zone di espansione urbana bloccata dai comparti! Questo ha dato sfogo all'abusivismo edilizio di coloro che non potendo aspettare dieci anni per una autorizzazione hanno costruito abusivamente! Che sia chiaro che IO NON CONDIVIDO L'ABUSIVISMO, IO LO CONDANNO MA LO COMPRENDO! L'altra sera sono passati in consiglio due comparti, oggi due cose miserabili, due fesserie, due cose marginali rispetto alla fame di sviluppo di Terrasini! Questi due punti andavano approvati senza discussione, ma siccome una volta il silenzio era considerato d'oro ma oggi, nell'era della comunicazione è considerato equivoco desidero parlare! La soprintendenza in genere non da facilmente pareri favorevoli, quella di Palermo non ne rilascia quasi mai, ma siccome la questione è così marginale, stiamo parlando di tre villette, non avranno nemmeno analizzato la questione! Forse Palazzolo doveva ben scandire i nomi dei proprietari di questo famoso consorzio, una volta si diceva che c'era una rocca nel medioevo e chi passava da li doveva pagare pegno, i politici affiancarono questo concetto con Craxi, qualsiasi amministrazione doveva passare da lui e siccome, Craxi, è stato rivalutato anche da Fassino posso parlarne in consiglio, oggi, a Terrasini, se si vuole scaricare in quella fogna bisogna pagare un pedaggio, un consorzio di privati dei quali sappiamo tutti nome e cognome DECIDE SE SI PUO' O SE NON SI PUO' E CHI PUO' SCARICARE IN QUEL TRATTO DI FOGNA! BISOGNA DIRLO! CI DOVREMMO INDIGNARE PER QUESTA SITUAZIONE! PER SCARICARE LI BISOGNA FAR PARTE DI UNA CONGREGAZIONE, DI UNA LOBBY! QUESTA LOTTIZZAZIONE HA IL PERMESSO PERCHE' FA PARTE DELLA FAMIGLIA, PERCHE' SONO GLI STESSI PROPRIETARI! AD ALTRI QUESTO PERMESSO NON E' CONCESSO! L'ingegnere Palazzolo, al quale auguro lunga vita lavorativa perchè deve portare a termine questo lavoro, dovràdare la concessione dietro il pagamento morale di questo pedaggio! Per questi motivi io voto tre volte si!”

Conclude la sfilza di interventi Totò Pizzo: “tutte le volte che queste cose passano in consiglio abbiamo fatto festa, io non nutro la stessa fiducia di Cammilleri, quattro anni fa abbiamo approvato in 11 una lottizzazione a c.da Paterna per la quale oggi Legambienteha sporto denuncia perchè è su un territorio S.I.C., non possiamo votare ad occhi chiusi, credo che ci sarebbe stato tutto il tempo di acquisire, espropriare e fare del comune questo tratto di rete fognaria evitando questi giochi, io voto per questo tre volte no!”.

A questo punto si vota il punto con questo esito 11 si (maggioranza + Cammilleri e l'abbronzato Vitale) 3 astenuti (Pizzo DS, la Pivetti e il pennuto), assenti la Puccia e Pizzo AN.

Si vota subito anche il secondo punto che è una variante di destinazione urbanistica in contrada Piano Torre con questo esito si 13 (tutti tranne Gallina che si astiene e i due assenti).

A questo punto si dovrebbe votare, a scrutinio segreto, i due nomi per qualche cosa che riguardal'albo dei giudici di pace, tra i consiglieri c'è un fuggi fuggi generale, il segretario terrorizzato dall'idea del rinvio a causa della mancanze del numero legale si accende come la capocchia di un cerino e fa: “ma unni stati iennu?? minchia picciuotti faciti mancari u numero legale! Vi vuliti cuntari ppi favuri? Ati a iessiri unnici assittati! Che qualcuno proponga il rinvio sine die del punto!”

Tra le colorite espressioni in siculo e i latinismi del segretario quel mascalzoncello del piccolo Ginetto, una volta smontato il suo altarino con Ratzinger che espelle Cossutta e Bertinotti dall'Italia, accoglia l'invito di Sanfilippo e così alle 22:15 il consiglio viene rinviato a data da destinarsi.

Sciolta la seduta eccomi corso a casuccia, probabilmente potremmo rivederci giorno 5 dato che il 13 luglio il C.G.A. si esprimerà sulla questione dei confini anche se come sembra, simpaticamente, graziosamente, campanilisticamente.. la questione con Cinisi.. non è del tutto chiusa.

Alla prossima