Carissimi amici, il dibattito sugli assetti della Margherita terrasinese continua. Riceviamo e volentieri pubblichiamo tre risposte ai precedenti interventi sviluppatisi nel nostro sito. Il primo è di Roberto Conigliaro, Presidente della Margherita, il secondo è la replica di Giuseppe Ruffino, chiamato in causa dal precedente commento di Fabrizio Di Giorgi, l'ultimo è la replica del nostro leviatano in veste di membro (ma allora non c'è niente da fare, volgari siete e volgari restererete) della Margherita.
Inutile dire che ci fa davvero piacere essere i tramiti e il fulcro della discussione politica terrasinese, siamo uno spazio libero nel quale ognuno, nel rispetto reciproco, può dire quel che vuole in condizioni di assoluta garanzia ed indipendenza. Siamo felici di essere cassa di risonanza del pensiero di tutti, perchè tutti qui sono a casa loro.
L'indipendenza del nostro sito, checchè ne dicano alcuni, resta immutata oggi e per sempre. Qui possono scrivere diessini, alleanzini, forzitalini, petali, radicali, clericali, qualunquisti, estremisti e chi più ne ha più ne metta. E se qualcuno obiettasse che vi sono presunti conflitti di interesse fra cariche di partito di qualche redattore e articoli del Gran Rifiuto, sbaglia di grosso perchè il nostro sito è spazio comune libero ed indipendente da pressioni di qualunque tipo.
Ma adesso lasciamo spazio ai commenti che ci sono pervenuti.
Buona lettura
LE RAGIONI DELLA MARGHERITA
roberto conigliaro
Davvero sorprendente tutto questo gran parlare sulla Margherita e sulla Convenzione tenuta lo scorso 20 maggio nella quale sono stato eletto Presidente. Sono sorpreso e nello stesso tempo lusingato di tanta attenzione. Faccio mia la domanda di Fabrizio, anche a me piacerebbe sapere, ufficialmente, qual’è la posizione del partito dei Ds. Sto cercando di costruire l’occasione per ogni chiarimento. Ho infatti chiesto un incontro al segretario del partito dei Ds di Terrasini, dal momento che i due maggiori partiti del centro-sinistra sono regolarmente operanti nei loro organismi. Tuttavia, quantomeno ufficiosamente, il segretario mi ha già assicurato che quella di Ruffino è un’opinione, legittima, ma espressa a titolo personale. Del resto, anche lui nella sua lettera lo lascia intendere, quando giudica forse troppo prudente la nota del suo partito a commento della mia elezione e si augura una risposta congrua dei Ds per il futuro, nelle scelte che dovremo prendere nel centro-sinistra terrasinese in vista delle elezioni del 2007. Altrettanto lusingato lo sono dal fatto che quanto accaduto il 20 maggio, la sconfitta di Manlio, sia giudicata l’evento politico più rilevante dal 1997, l’anno che ha visto prevalere il Sindaco Carrara al primo turno, contrapposto alle candidature di Mele da una parte e Ambrogio Orlando dall’altra, sindaco e vice-sindaco della legislatura uscente, cui molti sono rimasti legati emotivamente. Acqua passata. La politica è scienza complessa e segue comunque la sua strada, al di là delle emozioni. Talmente complessa che nel 2002, di fronte al 61 a zero siciliano, alcuni di quelli che nel 1993 erano di quà, e nel 1997 sono passati di là, sono ritornati di quà. Con grande determinazione e grossi sacrifici, abbiamo costruito l’apparentamento con le liste civiche che sostenevano Renzo lo Grasso. La legge ci premiò, un po’ meno il voto popolare, assegnando al nostro schieramento due consiglieri in più uno ai Ds e uno alla lista Mele. Il seggio della Margherita era già stato conquistato dal consigliere Salvatore Randazzo che non ha mai lasciato il nostro partito ed è sempre stato, fin dall’inizio della legislatura, consigliere della Margherita. Se qualcuno vuole sapere la motivazione politica di tutto il percorso che ho compiuto e che mi ha portato a ricoprire questa carica, la deve cercare nelle firme di quell’apparentamento. Perché l’apparentamento? Perché avevamo bisogno di guardare oltre il nostro recinto. Stabilire delle connesioni d’interesse pubblico, con altri soggetti che non erano nelle file del centro-destra del 61 a zero, davvero pochi.
Li stà il battesimo politico della Margherita a Terrasini. Nacquero tre circoli da tre esperienze diverse che da quel momento avrebbero fatto strada insieme, nel centro-sinistra. Questo risultato andava metabolizzato, bisognava confrontarsi-scontrarsi, bisognava cercare le ragioni dell’unità. Le ragioni che la minoranza della Margherita non ha mai voluto trovare sottraendosi ad ogni confronto, boicottando gli incontri, sicuri di avere i numeri, le tessere, per poter imporre comunque la loro volontà. Io ho agito fin da subito con l’unico obiettivo di costruire la vittoria di un sindaco terrasinese e progressista per il 2007. E non è una pia illusione, altri hanno già compiuto questo cammino proficuamente. A Partinico hanno costruito le ragioni della vittoria di Motisi, tutti insieme nel centro-sinistra, riuscendo a estendere il loro consenso oltre il recinto del nostro schieramento. E’ la nuova Dc? O la nuova destra? Una marmellata? Chiedeteloai compagni di Rifondazione Comunista di Partinico.
Siamo all’oggi e alle amarezze espresse da Lorenzo, il quale mi offre il vantaggio di poter rispondere almeno a quattro fatti precisi rispetto ai quali ha buona conoscenza, essendo la mamma consigliere comunale. Il resto sono solo illazioni.
Primo punto; la sfiducia. Una sfiducia che avrebbe prima dovuto concretizzarsi in una mozione firmata da otto consiglieri e che poi avrebbe dovuto essere votata da 13. Ciò significa che qualcuno della maggioranza avrebbe dovuto votare contro il progetto politico che aveva sostenuto solo due anni prima. Ciò significa che bisognava guardare oltre il nostro recinto. Ciò significa che bisognava “inciuciare”, secondo il linguaggio espresso da Lorenzo. Se aggiungiamo che dei “famosi” cinque consiglieri che firmarono un foglio di carta, non la sfiducia, almeno una era stata eletta nelle fila della maggioranza, transitata all’opposizione per poi dichiararsi indipendente, il quadro della confusione di quel momento, è completo.
Secondo punto; gli emendamenti al bilancio. Il bilancio è un documento programmatico che si presta sempre a strumentalizzazioni o interpretazioni di ogni tipo. Resta tuttavia un documento della maggioranza. Mi basta dire che l’opposizione ha votato in maniera uniforme sei volte. Si poteva fare di più? Forse si se solo si fosse riusciti ad uscire dai personalismi. Sempre meglio dello scorso anno, quando la notizia della votazione favorevole dell’opposizione di sinistra al bilancio di centro-destra, determinata da un sorteggio, finì sul sito nazionale dell’Espresso.
Terzo punto: Presidenze delle commissioni. Le commissioni sono quattro, per statuto una deve essere appannaggio dell’opposizione che invece è riuscita ad ottenerne due. Qualcuno è rimasto fuori e mi dispiace. Però non comprendo le ragioni della lamentela, perché quelli che se ne fanno portavoci, sono gli stessi che ogni volta sono pronti a dire, “chi vince le elezioni governa chi perde sta all’opposizione”. Se è cosìperché rivendicare poltrone?
Quarto punto; la relazione semestrale. Su quella davvero, purtroppo, non c’è nulla da dire e non per colpe dell’opposizione.
“L’analisi - dice Lorenzo - è confermata da atti amministrativi”.
Certo, quelli che hanno visto tutti gli esponenti dell’opposizione, in prima fila i consiglieri della Margherita, esprimersi decisamente per il NO e in ogni sede, prima tra tutte quella del Consiglio Comunale, al Depuratore a Cala Rossa, avanzando una proposta concreta già due anni fa all’unico covegno di una qualche utilità tenuto sul tema e organizzato dai socialisti, quello del consorzio con Cinisi. Consiglieri comunali che si stanno battendo affinché sia definitivamente risolta l’annosa questione dei confini, quelli che hanno un programma preciso, cercare in ogni modo di realizzare convergenze e sinergie con Cinisi, sul porto, sulle aree di confine, sulla raccolta rifiuti, sulle discariche, sul depuratore, sulla piscina, sui servizi sociali, le sole in grado di rilanciare l’economia del paese e reperire risorse, ricordando sempre però, che non siamo noi a governare e che il voto democratico ha bocciato nel 2002 chi si riteneva, a torto o a ragione, migliore.
Cos’è la destra, cos’è la sinistra, cantava il compianto Giorgio Gaber.
Se essere di sinistra vuol solo dire portare i jeans, che però con la giacca diventano di destra, Terrasini sarà condannata al qualunquismo e alla demagogia. Il 61 a zero sarà imperante, il centro-destra dominerà. Se invece si imparerà a confrontarsi, a riportare il confronto sui programmi, a individuare non soltanto quali sono le vocazioni del nostro territorio ma anche a individuare come e con quali strumenti si realizzano, a individuare chi ci vuole stare a fare di Terrasini la città che merita di essere, allora si capirà bene chi è riformista e chi conservatore.
Roberto Conigliaro
Presidente della Margherita di Terrasini
FRANTUMARE TORPORE E SILENZIO
giuseppe ruffino
Non temere, Fabrizio, milito in un partito che, per tradizione e storia, detesta le zarine e le regine, fossero pure api (così liquido «in modo chiaro e diretto» l’ultima tua domanda che -logicamente- compare soltanto nella lettera ai DS).
A parte la battuta, devo ammettere che l’intervento (tanto calzante da essere oltre che legittimo, perfino ovvio) dell’amico Fabrizio Di Giorgi, mi coglie di sorpresa nel torpore politico che ci circonda. E non sembra casuale che sia stato proprio lui (da me tanto distante per formazione politica, ma non per condivisione di certi fondamentali princìpi) a “provocare” almeno un minimo di discussione, contribuendo a smuovere le acque limacciose della nostra politica locale.
Com’era prevedibile la lettera sulla “grande marmellata” ha suscitato molteplici consensi, ma anche roventi dissensi e, in alcuni casi, pure… invettive piuttosto… serie. Soprattutto queste ultime sono state esternate in forma riservata (telefonicamente) al segretario del mio partito da alcuni “ricognitori” probabilmente per saggiare l’indice di gradimento interno su quanto da me espresso. Nessuno di costoro -dico nessuno- ha però avuto non dico il coraggio civile, ma nemmeno la schiettezza umana di confutare pubblicamente le mie considerazioni politiche.
Tranquillizzati, Fabrizio (e rispondo sia pure indirettamente alla tua seconda domanda): la mia lunga esternazione sulla “marmellata” non è altro che l’estrinsecazione sintetica di discussioni interne al mio partito. La decisione poi, di non scrivere sul sito dei DS (e rispondo alla tua prima domanda) è stata assunta da me in totale solitudine per evitare al mio partito forzature emotive e frettolose prese di posizione su una questione estremamente delicata, che abbisogna di tempi più lunghi di metabolizzazione (appunto, per una struttura organizzata).
E poi, scrivere direttamente sul “Gran Rifiuto”, rappresenta per me garanzia di assolute indipendenza ed obiettività, nonostante il Leviatano faccia meritatamente parte del nuovo direttivo della “Margherita”. (A tal proposito approfitto per rispondere anche a lui a proposito dell’amletico dubbio in cui cerca di soffocarmi: « Ruffino chi avrebbe scelto » -s’interroga- «tra Mele e Conigliaro?», come se da una simile scelta dipendesse il baricentro politico del mondo. Ma io, caro Leviatano, non faccio parte di alcun Circolo della “Margherita”, quindi scansami da inutili tormenti!!!
Scusate la parentesi. Ritorno subito al “buon” Fabrizio. Dunque, scrivere sul “Gran Rifiuto” ha significato per me -come per chiunque altro- la conferma lampante della piena autonomia e libertà di espressione che si vive e viene garantito all’interno del mio Partito. Sfido chiunque a dimostrami altrettanto rispetto all’interno dei loro partiti o organizzazioni che siano.
Sono certo, caro Fabrizio, che il mio Partito assumerà nei fatti una posizione chiara e lineare (a prescindere dalla mia lettera) come sempre ha saputo fare nei vari e delicati frangenti di questi anni. Ne sono convinto poiché non siamo di fronte a questioni marginali, ma sostanziali in cui tutti siamo chiamati a compiere scelte chiare se non vogliamo ritrovarci come gli scarafaggi aggrovigliati nella stoppa.
Cito a memoria quel che amava ripetere, credo, Primo Levi: «Le persone valgono non soltanto per le loro capacità o per il loro grado d’istruzione, ma per le scelte che anche fra lacerazioni e contraddizioni, alla fine compiono».
Non credo, infine, che sia accoglibile (almeno da parte mia) l’esortazione (del Leviatano) ad attendere che il tempo faccia il proprio corso prima di esprimere giudizi politici definitivi sulla “nuova” Margherita. C’è poco da rodare! Io non ho espresso solo giudizi, ma ho soprattutto prefigurato uno scenario sulla base delle mie conoscenze e della storia politica recente (fatti documentabili) di alcuni di quei protagonisti che per tradizione stanno dietro le quinte.
Ma per concludere, al di là di tutte queste belle parole, caro Fabrizio ed anche caro Leviatano, gradirei che si entrasse nel merito specifico delle questioni sollevate con la mia “marmellata”.
Grazie.
Giuseppe Ruffino
Terrasini, 21/6/2005
SGOMBRIAMO LA TESTA DA INCIUCI E MARMELLATE
andrea amitrano
Caro Giuseppe e care api operaie, progressiste, conservatrici, reazionarie ed imprenditrici, mi dispiace che Ruffino non abbia voluto rispondere alla mia domanda, forse effettivamente la Margherita non è il baricentro politico del mondo, ma come sovente viene ripetuto in consiglio comunale Margherita e DS sono i partiti cardine del centro-sinistra ed è anche dai loro equilibri interni che dipenderà la vittoria elettorale del 2007 (semprechè naturalmente si voglia seriamente lavorare per vincere anzichè accontentarsi di fare una dignitosa opposizione).
Ripeto il mio dubbio senza voler soffocare nessuno: chi doveva essere scelto tra Manlio Mele e Roberto Conigl iaro?, riprendo il testo dell'amico Giuseppe: "Le persone valgono non soltanto per le loro capacità o per il loro grado d’istruzione, ma per le scelte che anche fra lacerazioni e contraddizioni, alla fine compiono", abbiamo fatto una scelta, per qualcuno più dolorosa che per altri, ma funzionale a determinare un nuovo corso per la Margherita terrasinese.
Sui tempi del giudizio, ognuno può naturalmente scegliere i suoi, io credo che un cambiamento così importante che, bada bene, non è la sconfitta di Mele o dei Meliani, ma soltanto il passaggio del testimone all'amico Roberto Conigliaro, abbia bisogno di tempo per essere giudicato, a meno che non siate convinti che si è colpevoli già prima di aver subito una condanna.
Concludo ringraziando Giuseppe per la considerazione sempre alta che ha per la nostra testata "Il Gran Rifiuto", speriamo di continuare a fare bene il nostro "lavoro" in tutte le sedi che ci vedranno partecipi, entrare le merito della "marmellata" è meglio farlo n elle sedi politiche, sono sicuro che il centrosinistra tornerà unito, compatto e con tutte le carte in regola per far sudare il centrodestra alle prossime elezioni, basta provare, per un momento, a sgombrare la testa da inciuci e marmellate, anche se so che siete tutti degli inguaribili golosoni.
Andrea Amitrano