Carissimi amici della Redazione eccoci nuovamente assieme, dopo qualche tempo, per la cronaca del consiglio comunale di lunedì 13/06/2005, alle 20:33 i presenti solo solo Pizzo di A.N., l'incomprensibile Rugnetta, Caponetti e Angela Pivetti in Viviano, il capogruppo della Margherita, o almeno di qualche pizzuddicchio, che mi aveva chiesto gentilmente, graziosamente, simpaticamente di smettere di chiamarla Pivetti, il nostro senso di responsabilità mi porta, con sofferenza, quindi ad accordare il suo desiderio.. ma al diavolo il senso di responsabilità! PIVETTI – PIVETTI – PIVETTI - PI – VE - TTIIIIIII!!!
Beh tornando ai fatti, i quattro superstiti firmano e rinviano come da regolamento per l'ora successiva a causa della mancanza del numero legale, la maggior parte dei consiglieri infatti è a Cinisi per l'atto finale, catartico, della commissione sui confini, ma si attende comunque con fiducia lo scoccare delle 21:00, i presenti saranno Randazzo, Pivetti, Pizzo DS, Fabio Viviano e la sua spocchia, il restaurato Davì e l'incomprensibile Rugnetta; così davanti agli improperi del sempreplacido Sanfilippo la seduta viene rinviata a martedì 14.
A questa nuova convocazione non risponderanno solo Randazzo, il pennuto e Orlando assente giustificato per un triste lutto in famiglia e per il quale la Redazione porge le più sentite condoglianze.
Alle 20:45 il buon Clemente, con SOLI QUARANTACINQUE minuti di ritardo decide che si può iniziare e il primo punto verte sull'approvazione del nuovo regolamento per l'affidamento temporaneo dei minori “un regolamento che è stato aggiornato secondo gli standard regionali”.
Incautamente una delle persone più incomprensibili di Terrasini, Mommo Rugnetta si alza e dice: “qualche modifica la possiamo apportare?” e bofonchia nervosamente il segretario: “presentate gli emendamenti e poi si vota!”.
Il primo intervento serio è quello di Totò Pizzo: “avevamo chiesto la partecipazione del caposettore per avere chiarimenti, la tematica è delicata, tra il vecchio e il nuovo regolamento nella sostanza non c'è differenza, in qualche articolo si, e poi perchè nel titolo viene meno la dicitura 'temporaneo' presente nel vecchio regolamento?”
Il dottor Sanfilippo intuisce che quella che poteva essere una breve discussione si trasformerà in una lunga analisi e bofonchia: “a mia non me ne fotte più un cazzo, attruvati a signura o facciamo notte!” (la signora alla quale si fa riferimento dovrebbe essere il caposettore), Totò Pizzo prosegue: “l'articolo tre parla del provvedimento e la sua durata e il tempo massimo sono di 24 mesi prorogabili, io esigo che nel titolo torni la dizione temporaneo!”.
Quel mascalzoncello del piccolo Ginetto messo da parte il suo nuovo gadget, ossia papa Ratzinger che scaccia dal paradiso i comunisti si alza e fa: “concordo anche io che il titolo dovrebbe essere corretto”, all'illuminato intervento del capogruppo dell'UDC, proprietà personale di Cuffaro, segue quello del capogruppo della Margherita, o almeno di qualche pizzuddicchio, Angela Pivetti in Viviano: “la materia è delicata e il consiglio non conosce la casistica terrasinese ne la volontà politica dell'assessore (ma stiamo parlando di Corrado, che volontà politica vuoi che abbia??), vogliamo anche sapere se si è pensato di sponsorizzare al massimo l'affido, vorrei sentire il parere dell'assessore! Non possiamo permetterci di legiferare su di una casistica che non conosciamo!” (comunque non credo che consiglio abbia titolo per legiferare..)
Mentre il buon Clemente tenta di discolparsi affermando di aver esteso l'invito all'assessore, al funzionario , all'assistente sociale, alla mamma, ai nonni, ai cugini e financo ai vicini di casa dei conoscenti dell'assessore, un sempre più imbufalito segretario fa: “ne chi putiti aspittari l'assessuri!! rinviati e iamu avanti!”, Ginetto invita a prelevare il punto e poi a discuterlo successivamente: “la casistica non la conosco nemmeno io, ma l'importante è che lo strumento sia funzionale ed adeguato!”, Pizzo invita intanto a votare TUTTI I PUNTI DEL REGOLAMENTO AD UNO AD UNO, ma per fortuna, questa richiesta che fa gelare il nostro sangue e che rischia di dilatare immensamente la durata del consiglio, porta il presidente ad un inaspettato atto di orgoglio e con la solita flemma dice: “MA CCHI BUTAMU AD UNU AD UNU!!”.
A questo punto mentre Pizzo spiega le sue perplessità a Clemente, Mommo Rugnetta spiega il problema a Turriciano e vi assicuro che era una scena esilarante, poi Pizzo riprende il suo intervento: “parlare questa sera è utile per conoscere meglio un argomento che ad oggi non conosciamo, nemmeno ieri l'assessore e il funzionario erano presenti!”, replica il rosso relativo di Terrasini Nino Maniaci (ex Nino chiacchierone): “non dobbiamo fare poesia, concordo con le vostre esigenze ma parliamo di un regolamento tipo per far funzionare l'ufficio, conoscere la casistica questa sera non sposta nulla, se non ci sono motivi ostativi votiamo e al prossimo consiglio ci facciamo relazionare dall'assessore e dal funzionario”.
Detto questo, come per magia, fa il suo ingresso in aula l'assessore Corrado che con un fiotto di sudore sulla tempia destra dice: “devo un attimo prendere fiato e poi possiamo parlare!”, ma lo incalza subito la Pivetti: “non esistono atti dovuti, non vogliamo perdere tempo ma non vogliamo nemmeno votare norme senza conoscere la casistica di Terrasini!”.
Anche l'incomprensibile Rugnetta vuole dire la sua: “ci sono tipologie diverse di affidamento, basta solo la relazione dell'assistente sociale per procedere? Forse serve una intera equipe, un team!”, il pingue assessore Corrado spiega che: “il decreto è stato trasmesso dall'assessorato, questo è un semplice atto dovuto per sostituire il vecchio regolamento col nuovo aggiornato secondo le direttive, per quanto ne so io (e beh.. allora!) a Terrasini non esistono casi di questo tipo!”.
Quando sembrava si stesse per votare il regolamento fa il suo ingresso in aula la signora Randazzo, il caposettore che, in buona sostanza, ripete quanto già esposto da Corrado, poi si procede alla votazione col regolamento che passa all'unanimità!
A questo punto Clemente da il via ad uno dei temi caldi della serata, ossia l'operato della commissione sui confini con Cinisi e cede subito la parola alla Pivetti: “una commissione opera da mesi e il consiglio non è mai stato informato sui progressi fatti, noi riteniamo ortodosso che prima di firmare qualsiasi bozza, che il consiglio venga informato”, replica Clemente: “ad oggi come vede, non abbiamo firmato nulla! Da quando la commissione si è insediata abbiamo lavorato in maniera armoniosa, ci siamo riuniti 10 volte in 90 giorni (al giovedì dopo le nomination c'era infatti il televoto), consiglio e consiglieri non verranno scavalcati, abbiamo trovato grande disponibilità di Cinisi, anche loro discuteranno di questa bozza in consiglio e il 28 giugno arriveremo al CGA con un risultato tra le mani (ed è sempre meglio avere qualche cosa tra le mani che una sentenza avversa tra le chiappe), adesso discutiamo e decidiamo assieme un percorso che ci porterà tra pochissimi giorni a rivederci, qui non c'è maggioranza e opposizione, avanti, chi comincia?”
Il primo intervento in merito è del commissario di Terrasini il dottor (?) Randazzo che assumendo il classico color rosso POMPEiano e tirandosi su i pantaloni fa: “ho condiviso il percorso, capisco che non poterlo condividere può provocare disagio ma la commissione non si assume meriti (bhe non ne ha, una commissione altro non è che l'espressione della volontà del consiglio, non sono certo degli eroi di guerra o degli strateghi di chissà quale spessore) sarà il consiglio a ratificare a Terrasini così come a Cinisi prima la bozza e poi l'intero accordo. Un accordo si raggiunge solo se le parti sono disponibili a guadagnare tanto quanto lo sono a perdere (devo riconoscere che questa è la prima affermazione lucida che sento fare al sindaco da tre anni a questa parte), ci sono alcuni punti fermi, il nostro confine naturale che è il liceo linguistico e il numero di abitanti che non può essere variato in maniera sostanziale; il porto vedrà assieme convivere, in una cogestione, sia l'anima peschereccia terrasinese che quella turistica cinisense fermo restando che i pontili non sono ne di un comune ne dell'altro! Non siamo entrati nell'ottica di una spartizione (infatti non c'erano in giro poltrone da dividere, o si?) ma in quella di una compensazione logica, anche negli accordi è previsto che i due PRG non entrino in conflitto nelle zone di confine, noi ci estenderemo verso mare, Cinisi come contropartita chiedeva tutta Gazzara da via Ralli fino alla montagna, chiaramente non potevamo concedere tutto tenendo conto anche di una grossa concentrazione di abitanti, abbiamo anche minacciato di abbandonare la trattativa ricorrendo al referendum se certi atteggiamenti non fossero cambiati e così poi il dialogo è tornato, in guerra si fanno anche delle vittime, prendiamo un territorio di grande valore dandone uno che forse vale qualche cosa meno, il nodo resta via Ralli ma certo le scelte coraggiose non sono sempre indolori!”
Al termine di questo commovente intervento del generale (non sarà un grande sindaco, non sarà nemmeno un sindaco ma nell'arte della guerra Badoglio gli fa una pippa!) Randazzo prende la parola la Pivetti: “il punto è stato chiesto da 4 consiglieri che volevano essere aggiornati sulla questione, non vogliamo sapere quali saranno i confini ma non possiamo discutere di carte che non sono state depositate agli atti!”.
Quel mascalzoncello del piccolo Ginetto, mettendo da parte la Bibbia rilegata in pelle di radicale fa: “si inizia ad accennare quanto discusso in mesi di incontri (o di sfincionate), la problematica la conosciamo (una volta tanto) e stiamo cercando di dare una svolta ad un problema ereditato (e fin qui è sempre la stessa solfa che sentiamo da anni..), sono fiero (e noi siamo tutti un po' orgoglioni) di essere stato nominato in questa commissione, abbiamo cercato di guardare oltre i confini (ma saremmo già stati più che soddisfatti se, per una volte, foste stati capaci di guardare poco oltre il vostro naso), bisogna avere l'intento comune di consorziare i servizi, qui non c'è chi vince e chi perde, noi abbiamo ottenuto il riconoscimento territoriale, si è anche pensato ad uno sviluppo futuro come le ultime 5 vie della via Palermo, per continuità urbanistica si è data una delimitazione nuova che arriva fino a Magaggiari, via Rostagno (ma sei sicuro che siamo a Terrasini?), questo è un territorio di espansione urbana e possono anche essere zone di servizio al porto; l'area di Gazzara ceduta va dal Furi fino a Zerilli, conserviamo l'agglomerato di Gazzara (lì c'è molta gente infatti che vota UDC) e questo come compensazione a quello che Cinisi ha ceduto”, a questo punto vediamo che Ginetto inizia a porre sulla cartina una serie di carro armati, tira due volte i dadi, tira fuori il jolly e poi prosegue: “conserviamo l'oratorio tutto fino a casa di Mannino, u sinnachieddu per capirci”, Ginetto finisce il suo intervento dichiarando di cambiare il suo obiettivo di conquistare la Galizia con l'abbattimento delle truppe infedeli in Italia e passa la parola a Cammilleri, o' professore: “la commissione ha il compito istruttorio, questa planimetria e il verbale sono nati una settimana fa, siamo andati oltre i 90 giorni perchè Cinisi ha voluto una riflessione più lunga, questo contenzioso a differenza di quello che dice Pizzi nasce con la sentenza sciagurata del TAR, se fosse nato prima non avremmo certo costruito li case, scuole e tante opere pubbliche! Cinisi voleva più tempo ma noi li abbiamo convinti a correre a causa della scadenza del 28/06, abbiamo stralciato discussioni importanti come il porto per concentrarci solo sui confini, informeremo il CGA tramite i legali dei passi in avanti fatti, certo il dottor Raimondi si vedrà un pochino crollare la terra sotto i piedi e il suo fucile sembrerà caricato a salve, meglio così! Il consiglio comunque ha bisogno dei suoi tempi per assorbire e digerire quanto fatto ma l'importante è arrivare alla definizione della questione!”.
Anche Pizzi, capogruppo del partito azienda del micropresidente Berlusconi vuole dire la sua non dando nessun elemento nuovo alla discussione e così arriviamo all'intervento di Totò Pizzo: “Come partito non entriamo nel merito dell'operato della commissione ma vogliamo tempo per analizzare la proposta. I cittadini al confine hanno subito grandi svantaggi da questa situazione e Terrasini ha rischiato di veder diminuire notevolmente le sue entrate. Nell'orgoglio dei consiglieri membri (per favore, eravate stati così bravi fino ad ora!) della commissione manca quello di due grossi gruppi consiliari che sono stati tagliati fuori, la mancanza della conoscenza del concetto di democrazia del presidente e della maggioranza porterà solo ritardi! D.S. e Margherita non sanno nulla di questi progressi, questo passaggio politico con una commissione senza questi due gruppi politici è frutto di una opposizione che non è più quella di prima, dei nove; le commissioni rappresentano con criterio proporzionale tutti i gruppi, è solo il primo passo verso una spaccatura! Da parte della Lista Civica e del presidente mi chiedo se ritengono giusta l'esclusione di questi due gruppi? Emarginandoli avete perpetrato un vero e proprio attentato alla democrazia! Ritengo che serva chiarezza.. se c'è ancora opposizione..”
Il buon Clemente imbufalito a causa dell'intervento di Pizzo si alza e dice: “voglio leggere la delibera, Pizzo ricorda di aver già votato la delibera e al fine della designazione dei componenti propone di nominare Nino Maniaci, Angela Viviano e Pizzo Salvatore, se questa è la sua democrazia Pizzo, Viva la democrazia!”.
A questo punto il dramma, Pizzo sbotta: “CI SONO QUATTRO DELLA MAGGIORANZA E UNO DELLA LISTA CIVICA!”, Clemente: “IL CONSIGLIO E' SOVRANO!”, Pizzo: “sovrano E FASCISTA!”, Clemente: “Fascista ci sarà lei! Io volevo 2 della maggioranza e due dell'opposizione, io mi sento di essere non solo democratico (e cristiano) ma anche corretto, quella stessa sera sono arrivati i nomi di Gino Maniaci e di Gianni Pizzi per la maggioranza, Cammilleri per l'opposizione ma il quarto nome non è arrivato e forse non è arrivato per eccesso di democrazia! Questa è chiarezza Pizzo!”.
A questo punto il dottor (?) Randazzo, ormai con lo sguardo fisso e perso nel vuoto, fa: “come considerazione personale posso condividere l'amarezza, stà nella sensibilità di tutti valutare con imparzialità in risultato ottenuto non dalla commissione ma da tutti. Bisogna valutarne i pro e i contro e per la responsabilità di questa scelta servirà un consiglio unitario per celebrare l'ottenimento di un risultato a favore di un interesse collettivo!”.
Ribatte al sindaco la Pivetti: “per quello che lei ha detto signor sindaco, per l'assunzione di responsabilità della quale non verremo meno, questa commissione doveva nascere sotto criteri di assoluta democrazia, per il buonsenso al posto del presidente avrei fatto si che la maggioranza votasse i suoi componenti e l'opposizione votasse i suoi (oppure una scheda con solo due preferenze anziché quattro), proprio i due gruppi che hanno partecipato alla nascita del PRG sono esclusi dalla commissione, le voci ci sono arrivate così come i pugni sui tavoli!”, intanto Pizzo prende le uniche due planimetrie e le conserva tra i suoi documenti, Clemente preoccupatissimo chiede di riaverle e Pizzo risponde: “come la tiene lei la tengo io!” e Clemente: “certo, fino alla fine del consiglio!”, Pizzo: “non posso tenerle anche io per visionarle? Oppure volete proprio costringerci a votare contro?”, Clemente imbarazzato spiega che sono le uniche due copie e che presto verranno date a tutti i consiglieri, poi Pizzo chiede la replica e Clemente sbigottito chiede: “ma su cosa vuoi replicare?”, Pizzo: “sulla commissione parlano i fatti, 4 della maggioranza e 1 della Lista Civica, questi sono i fatti, noi DS abbiamo bisogno di 3 – 4 giorni per valutare le carte!”.
Detto questo si passa stancamente al punto sulla discussione del PRG, cosa che meriterebbe un consiglio dedicato e magari IN PRIMA SERATA!, la discussione viene inaugurata da Totò Pizzo: “il punto serve per dar voce all'esigenza di capire l'amministrazione come intende portare avanti il PRG, le difficoltà sono in tante zone, vogliamo sapere se l'amministrazione intende affrontare il problema, c'è anche un contenzioso con i progettisti del piano particolareggiato del centro storico (che quisquilie non sono perchè si parla di qualche centinaia di migliaia di euro), come volete risolverlo? E i comparti? Gli isolati? Le opere di urbanizzazione? L'amministrazione riesce almeno a fare il fattibile? rivedrete le altezze del PRG se verranno rivisti i vincoli aeroportuali? A monte si può ricavare la zona artigianale che sarebbe fondamentale per l'economia del paese?”.
Anche quel mascalzoncello del piccolo Ginetto, terminate le abluzioni col sudore di Cuffaro, concorda con le perplessità di Pizzo affermando che si fa anche del “terrorismo informatico e che bisogna trovare qualche salvagente di salvataggio per questa situazione”.
Molto tesa e battagliera esordisce la Pivetti: “Maniaci ha indicato l'anamnesi e la terapia, si dice che il PRG non ha dato sviluppo, in 7 anni le 2 amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto nulla, l'amministrazione Mele ha mandato al CRU (non so se l'acronimo è questo ma data l'ora me ne sbatto degli acronimi) e lo ha ricevuto approvato, nulla poi è stato più fatto, solo due isolati, poche strade di penetrazione e qualche opera di urbanizzazione, quali sono le priorità per far partire i comparti? Questi comparti non sono stati una invenzione ma una prescrizione della legge, bisogna far decollare il PRG, perchè non aprite uno sportello informativo (se solo quello bastasse..), con 9 capisettore non vi mancheranno certo le risorse! Con tutte le consulenze che date poi..! se l'amministrazione considera Gazzara zona bianca bisogna dargli ora una destinazione!”.
Anche il buon Clemente confida di essere incappato nella trappola e nelle difficoltà dei comparti e spera che l'amministrazione si impegni a snellire le procedure, poi passa la parola al triste e melangolico assessore Norino Ventimiglia: “è volontà dell'amministrazione discutere sul PRG, forse sarebbe meglio un consiglio dedicato, quando nel 95 – 96 si approvò questo piano fummo tutti felici, le perplessità di oggi ci portano la necessità di rivedere il PRG, è vero che i comparti sono previsti per legge, la loro pianificazione interna invece è una scelta progettuale, i comparti non partono perchè manca lo sportello informativo ma perchè non abbiamo la mentalità e la volontà di consorziarci. Sappiamo comunque che per i paesi già dotati di PRG la Regione concede finanziamenti anche al 100% e tutti assieme dobbiamo decidere cosa fare, ricordandoci che il centro storico è importante tanto quanto i comparti! Sui vincoli aeroportuali se l'aeroporto avrà la deroga l'avremo sia noi che Cinisi, per c.da Serra invece abbiamo già reso disponibili somme che in passato erano vincolate ad un finanziamento mai ottenuto ed entro l'anno avvieremo le opere (eheheh). Il PRG non ha scadenza ma può essere migliorato”.
Dopo il solito intervento di lode al lodevole assessore di questa lodevolissima giunta da parte di Ginetto si passa al punto sulle commissioni consiliari.
Anche su questo punto apre le danze Totò Pizzo: “delle 4 commissioni previste se ne sono insediate tre, la quarta ha avuto problemi che è meglio non trattare questa sera; della commissione la cui presidenza andava all'opposizione è stato scelto un membro (bhe siamo a tarda notte, potete anche essere volgari) della Lista Civica, io propongo di invalidare le commissioni e procedere secondo il regolamento, senza polemiche, invalidiamo le commissioni e rispettiamo le regole, si dovevano convocare i capigruppo e stabilire quale commissione sarebbe spettata all'opposizione, seguiamo le regole altrimenti resta un fatto poco chiaro, i DS propongono di invalidare le commissioni oppure usciamo da tutte le commissioni!”.
Il tono dell'intervento della Pivetti è simile: “c'è un articolo importante, ci vogliono rappresentanti di tutti e due i sessi, siamo 3 donne e 17 uomini (almeno..), ci vuole democrazia paritaria (o democrazia proletaria), le pari opportunità vanno rispettate, un consigliere dell'UDC fa parte di due commissioni e quindi che il presidente non venga ad inventarsi scuse! Esiste poi una incompatibilità morale di un consigliere che è il marito della Moceri che fa parte della commissione sugli affari sociali! Manca in queste commissioni la rappresentanza dell'opposizione! Se non si rispettano le regole anche noi ci tiriamo fuori!”.
Colmo di ira e livore come non mai il buon Clemente si alza e dice: “data l'ora tarda preferisco non entrare nel merito, credo di aver agito nel rispetto delle norme, nell'interesse del consiglio, già a dicembre dissi come mi sarei mosso sulle commissioni rispettando la volontà dei consiglieri!”, replica Pizzo: “scriva segretario, i DS ritengono che la procedura del regolamento e dello statuto all'articolo 83 non risulta essere stata rispettata ed è anche in disaccordo col comma 3 sulla commissione che spetta alla minoranza. Riteniamo illegittimo il procedimento e proponiamo l'invalidazione delle commissioni già istituite per rifare tutto secondo le norme, se ciò non avviene noi DS non parteciperemo alle commissioni”.
Chiude col botto la Pivetti: “concordo con Pizzo e voglio che i capigruppo ci spieghino quando è stata fatta questa riunione e come si sono scelte le commissioni! Anche la Margherita non farà parte delle commissioni gestite con l'abuso di potere! E' LA SUA SECONDA SCONFITTA PRESIDENTE OLTRE CHE QUELLA DELL'AMPIA MAGGIORANZA!”.
Detto questo il consiglio si chiude e probabilmente ci rivedremo tra lunedì e martedì prossimo, noi andiamo a berci la nostra strameritata birra consapevoli del fatto di aver ripreso come sempre il 100% dei contenuti e il 70% dei dialoghi, quello che ogni tanto omettiamo lo facciamo per la nostra e la vostra salute mentale, possiamo anche riproporvi qualche simpatica sciocchezza detta in consiglio ma alcune STRONZATE, nei miei resoconti, se permettete, mi sono sempre autorizzato ad ometterle.
Alla prossima